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A Natale non c’è regalo più apprezzato delle strenne natalizie, ovvero cesti e confezioni dai materiali, forme e dimensioni più disparate contenenti prodotti eno-gastronomici. Anche se la loro scelta e il relativo acquisto può sembrare di quelli più semplici e banali, è vero l’esatto contrario.

A partire da novembre inoltrato saremo inondati di proposte di strenne di Natale acquistabili praticamente ovunque, supermercati, ipermercati, gastronomie, bar, enoteche, torrefazioni, e tutte queste categorie le ritrovate sia in città che online, raddoppiando, così le proposte e quindi l’imbarazzo della scelta. Se è vero che quello della confezione natalizia contenente prodotti mangerecci è il regalo più apprezzato è anche vero che è il regalo più diffuso, quindi come fare per non apparire banale e scontato con una strenna “qualsiasi”?

Consigli utili per la scelta delle Strenne Natalizie:

  • Per scegliere la strenna giusta bisogna pensare al destinatario del vostro dono, che tipo di rapporto vi lega, che regalo merita, quindi che budget mettete a disposizione per lui?
  • Qualunque sia la risposta al quesito precedente, evitate accuratamente le proposte di supermercati e ipermercati, è vero, propongono cesti stracolmi a prezzi accessibilissimi, il problema è che il contenuto è di scarsa qualità, questi cesti non si distinguono affatto, anzi probabilmente sarete etichettati come tirchi. A parità di budget (anche basso) potrete acquistare presso gastronomie specializzate (sia online che offline) una strenna natalizia contenente meno prodotti rispetto a quella del supermercato ma di qualità ottima, il filo conduttore dev’essere “poco ma buono”.
  • Poco ma buono, così per non dimenticare.
  • Lavorate di più con la fantasia, scegliete prodotti e/o cesti natalizi non comuni, ci sono confezioni contenenti prodotti tipici di una sola regione d’Italia o di una zona, per un destinatario del nord Italia (non leghista) sarebbe interessante e fuori dal comune ricevere una strenna natalizia dai sapori meridionali, ‘nduja calabrese, salsiccia lucanica, orecchiette, lampascioni, caciocavallo, primitivo di Manduria…(qualche esempio qui) al contrario se il destinatario del vostro cesto natalizio è pugliese certamente apprezzerà un cesto natalizio con prodotti tipici toscani anzichè piemontesi.
  • Se chi deve ricevere la vostra strenna natalizia è una persona per voi estremamente importante e/o un gourmet esperto, beh potreste anche pensare di regalargli una confezione natalizia contenente prodotti di alta gastronomia, eccellenze assolute provenienti da ogni parte del mondo. Una confezione contenente Pasta di Gragnano, Foie Gras, Pata Negra, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena… è quello che ogni gourmet sogna di ricevere a Natale. Questa tipologia è tra le più dificili da reperire, potete rivolgervi in gastronomie specializzate, se siete in una grande città sicuramente ne esistono o acquistarla online su qualche e-commerce che commercializza prodotti di alta cucina, scegliete, pagate e ricevete nel giro di due giorni direttamente a casa vostra o scegliete di far recapitare a casa del ricevente con bigliettino di auguri annesso.

scritto da on Prodotti Gastronomici

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La Burrata nasce ad Andria (Puglia) nei primi del ‘900 e ben presto si diffonde in tutta la Puglia e poi in Basilicata regione confinante e dalle tradizioni gastronomiche più simili a quelle pugliesi.
La Burrata è uno dei latticini più apprezzati in assoluto da chiunque abbia avuto la fortuna di poterla assaggiare, purtroppo a differenza di mozzarelle di bufala, nodini ed altri latticini, la burrata ha una reperibilità molto limitata e per questo non è conosciuta da tutti o per lo meno non tutti hanno mai provato in prima persona questo fantastico prodotto caseario.

Costituita da un involucro esterno di pasta filata ed una parte interna costituita dalla “stracciatella” che altro non è che straccetti di mozzarella mescolati a panna freschissima.
Spesso si fà confusione tra la burrata e la stracciatella, sopratutto leggendo ricette di piatti che prevederebbero l’ingrediente “burrata”, in realtà in quel caso chiamano erroneamente burrata quella che in realtà è la stracciatella, componente interno della burrata venduta sfusa in vaschette.

Come riconoscere una burrata fresca?
La burrata sembra una nuvola (cit.), bianco candido, liscissima, la sacca esterna (dello spessore di circa 1 cm) ha la forma di un sacchetto ed in testa è legata con dello spago alimentare. All’interno vi è la stracciatella, succosa e saporita. L’assaggio deve avvenire possibilmente unendo insieme la sacca esterna e la stracciatella, la consistenza e la sapidità della sacca esterna e la morbidezza e la succosità della stracciatella per un momento di vero godimento.

Nel video sotto, aldilà dei mugugni dei due cinesi…, potete rendervi conto della succosità della burrata.
PS: attenzione, il video fà letteralmente sanguinare lacrimare le papille gustative!


Dove acquistare la burrata?
Purtroppo, la stracciatella contenuta nella burrata, avendo una consistente parte composta da panna fresca risulta davvero delicatissima, per questo se non freschissima o se ha subito sbalzi termici per troppo freddo o troppo caldo potrebbe risultare acidula, quindi non più al meglio.
Per i motivi sopracitati la reperibilità della burrata può sembrare davvero ardua lontano dalle zone di produzione, solo in fornitissime gastronomie di alcune grandi città e solo in determinati giorni della settimana potreste trovarla, in alternativa potete sempre provare il brivido dell’acquisto online, su alcuni siti specializzati in gastronomia del Sud Italia come Sapori dei Sassi è possibile acquistare la burrata ed altri latticini freschi, questi sono spediti in scatole isotermiche e ghiaccio secco, la consegna avviene solitamente in 24 ore dalla spedizione. Stesso servizio è offerto da Perle di Gusto, un altro e-commerce specializzato in vini e prodotti di alta gastronomia, tra cui vi è anche la burrata pugliese freschissima, ritirata dal caseificio appena prodotta e subito confezionata e spedita, consegna in 24 ore.

scritto da on Prodotti Gastronomici

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Settembre 2012, il Gambero Rosso decide di stilare e pubblicare la top ten dei pomodori secchi sott’olio, un prodotto che potrebbe sembrare “semplice” ma che non lo è affatto, le differenze ci sono, eccome. E’ quando ci si ritrova dinanzi a prodotti straordinariamente buoni che si nota il divario con tutto il resto…

Al 1° posto troviamo un pomodoro descritto così dalla rivista del Gambero Rosso:

“Un Fuoriclasse, un campione di equilibrio e sapore: quello che ti aspetti dlla conserva figli della terra e del sole. Un prodotto di filiera chiusa, aziendali la coltivazione del pomodoro (tipo San Marzano), l’essiccazione al sole, la trasformazione e la produzione dell’olio extravergine, un ottimo blend di coratina etarantina locale. Bella la faccia delle ciappe (disposte ordinatamente nel vaso in senso verticale e in alta concentrazione), compatta e polposa, di colore rosso ambrato ed essiccata al giusto grado. Fresco e soave il profumo, un perfetto matrimonio tra l’ortaggio e l’olio: insieme compongono un bouquet delicato e tipico, complesso e intrigante di note aromatiche (origano) e con una nota dolce quasi di pasticceria. Eccellenti le sensazioni in bocca: consistenza bella carnosa, tenace ma solubilissima, ottima materia prima essiccata a regola d’arte, condimento quel tanto che basta per accompagnare e non coprire l’ortaggio (con un pomodoro secco così…), gusto rotondo, pulito, di grande carattere e allo stesso tempo elegante, giusta sapidità e acidità, godibilissima dolcezza. Un’esperienza, incoraggiata oltretutto dal prezzo.”

Si tratta dei pomodori secchi prodotti dalla Masseria Mirogallo di Massimo Belfiore a Matera, nel Parco delle Chiese Rupestri; Una delle oltre 50 referenze prodotte da questa ottima azienda agricola che produce e trasforma ortaggi e frutta a filiera chiusa, con attenzione, caparbietà e creatività. Tutta la sua produzione è al Top.